Le origini Il paese di Taviano, secondo gli storici, ha origini romane e volendo azzardare una data più precisa,non ci si dovrebbe discostare dal 267 a. C. anno in cui Roma conquistò il Salento. Il nome lo deve probabilmente ad un centurione dell'esercito romano di nome Ottaviano (per molti secoli la città si è chiamata appunto Ottaviano) a cui sarebbe stato dato un appezzamento di terra per i meriti dimostrati in battaglia, tesi questa suffragata dalla palma presente ancora oggi nello stemma araldico della città.
Il commercio Oggi la cittadina si presenta come una delle più vive della Provincia di Lecce sul piano commerciale, fatto dovuto anche alla maggiore attenzione rivolta negli ultimi anni alla sua frazione marina di Mancaversa e per MERCAFLOR, il più gande mercato floricolo del Salento. Qui si vendono e comprano fiori che saranno poi rivenduti in tutta Italia.
Lo sport I tavianesi amanti dello sport sono tifosissimi dei colori della loro squadra di volley la "AB STILCASA Salento d'amare Taviano" che gioca nel campionato di A2 dopo aver sfiorato per un soffio nel campionato 2005-2006 l'ingresso nella serie A1 anno però in cui ha vinto la Coppa Italia.
Da vedere
Chiesa di Santa Lucia
La chiesetta è stata edificata nel 1630 all'interno del nucleo più antico di case tavianesi. Pare che le sue fondamenta si poggino sui resti di un antico tempio della dea Minerva. Anche se è la chiesa più piccola del paese è sicuramente la più bella dal lato artistico perchè interamente costruita in carparo intagliato a mano. Il tempio conserva complessivamente i caratteri originari; non ha subito modifiche, né all'esterno, nel bel portale e nel bellissimo finestrone, né all'interno, dove sono stati valorizzati i due altari: il maggiore del Crocefisso (sec. XVII) e quello di Santa Lucia (sec. XVI) finemente scolpiti in carparo e magnificamente restaurati nel 1954. Le statue e i dipinti che adornano la chiesa sono del XVI sec. e del XVII sec. Di non trascurabile valore artistico è anche la cantoria.
Chiesa dell'Immacolata
Fu costruita nel 1680 dai confratelli dell'Immacolata sui resti di una antica cappella preesistente in quel luogo. E' composta da un'unica navata coperta a volta e un finestrone con grata lapidea. Nel 1724 fu ricostruito l'altare in forma berocca e gli furono affiancate due porte che danno nella sagrestia.Nella seconda metà del '700, sui muri laterali furono disposte otto grandi tele, quattro per parte. Il primo gruppo comprende i profeti Baruc, Ezechiele, Isaia e Geremia sicuramente di mano del pittore di Muro Liborio Riccio (1720-1785). Restaurando qualche anno fa la pavimentazione è stata lasciata a vista una scala in pietra che scende sotto la navata e che porta nel piccolo cimitero sottostante in cui furono trovati i resti dei sacerdoti che officiavano in questa bella chiesa secoli fa.